Casa del Mantegna
via Acerbi 47
46100 Mantova
tel. 0376 360506

   

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MOSTRA TOTEMICA

22 aprile 2001 - 20 maggio 2001

Orari:
Da martedì a venerdì:
mattino 10.00-12.30 pomeriggio 14.30-19.00.
Sabato, domenica e festivi:
orario continuato 10.00-19.00
Lunedì chiuso.

Segreteria:

tel.0376/360506
e.mail:casadelmantegna@provincia.mantova.it
www.provincia.mantova.it


Feticci e rituali del contemporaneo a cura di Alessandro Riva Mantova, Casa del Mantegna 22 aprile 2001 - 20 maggio 2001 inaugurazione sabato 21 aprile h. 17.30.
La mostra è prodotta dalla cultura della Provincia di Mantova con la collaborazione della galleria Bonelli Arte contemporanea.
Ideata e curata da Alessandro Riva, TOTEMICA riunisce le opere di una ventina di artisti italiani e internazionali che hanno posto al centro del loro lavoro il recupero di una dimensione rituale, in qualche caso anche tribale, riportata alla contemporaneità.
Dal mercato del gioco a quello dell'eros, dall'economia alla politica fino ai più comuni gesti della quotidianità, i rituali e le forme simbolico-mitologiche che la società contemporanea ha elaborato hanno proprie regole e propri spazi, non meno rigidi e codificati di quelli presenti negli antichi rituali dei popoli primitivi.
Alcuni tra gli artisti più significativi del panorama italiano e internazionale hanno lavorato su questo recupero magico-simbolico dei miti contemporanei, elaborando proprie visioni, proprie forme mitologoche e specifiche forme di ritualità.
In mostra si è cercato il più possibile di dare ampio spazio agli artisti, sia con lavori di grande impatto e anche di grande dimensione, sia con più di un lavoro a testa,
in modo da documentare un percorso il più possibile lineare all'interno dell'opera di ogni singolo artista.
Nella suggestiva cornice delle sale della Casa del Mantegna si trovano così i maestosi Testimoni in bronzo di Mimmo Paladino, veri e propri totem della contemporaneità, affiancati a un'ironica e ludica fontana in ceramica di Luigi Ontani, e da un piccolo idolo in corda intrecciata di Alex Pinna; i misteriosi angeli con un'ala sola creati da Sandro Chia con gli ieratici dèi digitali e ultracontemporanei, in bilico tra neopsichedelia e mito del futuro, dell'americano Micha Klein;
una inedita scultura lignea (mai vista prima in Italia), sospesa tra suggestioni precolombiane ed estetica posthuman, della performer francese Orlan, assieme alle inquietanti raffigurazioni, tra sacro e profano,
di Andres Serrano, e ai suggestivi personaggi stilizzati e fortemente simbolici di Marco Neri (tra i pochissimi giovani artisti italiani invitati quest'anno alla Biennale).
E ancora i viluppi di mani e di corpi dipinti da Paola Gandolfi con le Afroditi sfigurate e martoriate di Luca Pignatelli; i celebri décollage di Mimmo Rotella, che desacralizzano il mondo della moda e della pubblicità, con le inquietanti modelle ³sfregiate² da Daniele Buetti con i marchi di famose multinazionali, e i drammatici fantasmi fissati sui manifesti pubblicitari da Paolo Leonardo; le spaesanti scene dettagliatamente costruite e poi fotografate da Sandy Skoglund (della quale in mostra ci sono anche due piccoli scoiattoli in gesso), sempre in bilico tra sospensione del tempo e mitologia contemporanea; e ancora i moderni feticci realizzati dal belga Wim Delvoye (pale e bombole del gas decorate come antiche maioliche) e gli uomini tatuati, sospesi tra Oriente e Occidente, del milanese Federico Guida; i personaggi metà uomini e metà animali scolpiti nel marmo da Michelangelo Galliani e quelli umani, ma ricoperti da scaglie di pesce, di Robert Gligorov.
Nel cortile circolare del museo troneggia infine un maestoso e ironico totem, alto più di 4 metri, del gruppo Ultrapop.



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