Casa del Mantegna
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46100 Mantova
tel. 0376 360506

   

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LA PROVINCIA DI MANTOVA
 presenta
TEATRO E SPETTACOLO NELLA
FIRENZE DEI MEDICI


25 gennaio 2003 - 16 marzo 2003


Inaugurazione il giorno 25 gennaio
alle ore 17.30


Orari:
tutti giorni:
mattino dalle 10 alle 12.30
pomeriggio dalle 15 alle 18
Chiuso il lunedì

Segreteria:
tel.0376/360506
e.mail:casadelmantegna@provincia.mantova.it
www.provincia.mantova.it


 

La mostra, promossa dalla Provincia di Mantova, in collaborazione con il Politecnico - sede di Mantova, riunisce e presenta al pubblico tredici modelli che ricostruiscono, sulla base di antiche testimonianze, otto diversi "luoghi teatrali" che accolsero alcune fra le più celebri manifestazioni spettacolari fatte allestire dalla famiglia dei Medici fra il Quattrocento e il Seicento.

I Medici considerarono lo spettacolo non tanto e non solo un genere d'evasione, un 'divertimento', quanto un vero e proprio strumento politico: un mezzo per suscitare la meraviglia e l'ammirazione degli ospiti stranieri che di volta in volta giungevano a Firenze in occasioni particolari.Il teatro rivestiva, quindi, un ruolo primario nella 'politica dell'immagine' e nella diplomazia fiorentina, diventando la vetrina attraverso la quale, i Signori della città mostravano al mondo la loro ricchezza e la loro potenza, nonché l'ingegno e la creatività delle persone che vi lavoravano e l'alto livello tecnologico raggiunto dalla città che, in tali circostanze, veniva adoperato per dar luogo a quelli che oggi definiremmo 'effetti speciali', con raffinatissime macchine teatrali adoperate per dar vita sulla scena a incredibili trasformazioni.

 

La mostra, organizzata dalla Provincia di Mantova per iniziativa del Presidente Maurizio Fontanili e dell'assessore alla Cultura Roberto Pedrazzoli, si apre con le ricostruzioni di tre importanti chiese fiorentine: la S.S. Annunziata, S. Felice in Piazza e S.Maria del Carmine, in cui, nel Quattrocento, il genio di Filippo Brunelleschi progettò e realizzò delle macchine - i cosidetti 'ingegni' - per gli allestimenti delle rappresentazioni dell'Annunciazione della Vergine e dell'Ascensione di Cristo, allestite in onore dei membri delle diverse Chiese cristiane, giunti a Firenze per il Concilio. 
La principale testimonianza di questi spettacoli è costituita dai ricordi scritti dal vescovo russo Abramo di Souzdal al suo ritorno in patria, a dimostrazione della loro risonanza internazionale.



 

L'attenzione dimostrata dai Medici allo spettacolo, proseguì con rinnovato vigore anche in epoca granducale, fra il Cinque e il Seicento, con grandiosi allestimenti approntati in occasioni di particolare importanza per la dinastia, quali appunto le nozze dei membri della famiglia regnante, le nascite degli eredi al trono, le visite a Firenze di importanti personaggi della politica europea.Tali allestimenti vennero di volta in volta realizzati nelle diverse dimore ufficiali della famiglia medicea: nel Palazzo Medici di via Larga (l'attuale Palazzo Medici Riccardi), in Palazzo Vecchio e, infine in Palazzo Pitti e nell'anfiteatro fatto costruire nel parco del palazzo, il Giardino dei Boboli.
Tutti questi ambienti - compreso i primi edifici teatrali fiorentini: il Teatro Mediceo degli Uffizi e il Teatrino di Baldracca - con i loro suntuosi apparati, sono stati ricostruiti sulla base delle testimonianze dell'epoca, con grande attenzione scientifica, per riprodurre al pubblico contemporaneo lo splendore di una città che ha fra i sui numerosi meriti culturali ed artistici anche quello, sconosciuto ai più, di aver contribuito in grande misura alla nascita del teatro moderno.



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